Dio, Padre della vita, la tua Chiesa, che vive in Ascoli Piceno,
oggi è nel pianto e nella desolazione. Un suo figlio le
è stato tolto in modo improvviso e tragico. Tu Padre della
vita l’avevi creato a tua immagine perché divenisse
a Te somigliante nella sua crescita.
Nel suo cuore un giorno facesti nascere un germe di vocazione,
un meraviglioso desiderio, l’ideale di stringere con Te
un rapporto più intimo e di amicizia.
Il giovane Mauro accolse il tuo invito e si consacrò a
Te. Divenne tuo sacerdote.
Tu gli insegnasti l’arte più bella: quella di essere
padre!
Venne in questo quartiere dove le case nascono ancora come figli
bisognosi di una guida, di un affetto, di un insegnamento, di
un richiamo paterno.
Don
Mauro aveva veramente imparato ad essere padre. I bambini sentivano
il profumo della sua tenerezza, i giovani attingevano la sicurezza
del suo insegnamento semplice, sereno ed esigente come il Vangelo,
gli adulti, i genitori venivano condotti ad assumere le responsabilità
dell’amore condiviso, dal servizio alla vita e i cammini
difficili ma gratificanti della educazione.
Come un padre buono corregge i figli, don Mauro, giorno dopo
giorno, aiutava tanti uomini e donne a scuotersi di dosso le sedimentazioni
della mediocrità e accogliere coloro che dai percorsi laceranti
del peccato, desideravano un approdo sicuro.
Era cresciuto celermente dimostrando, alla scuola della Parola
e nel solco della Chiesa, una grande maturità spirituale.
Ora Padre, ricco di infinita misericordia e di infinito amore,
hai chiamato a Te questo tuo figlio. Raggiunto ormai il tuo regno,
la morte per lui è eliminata per sempre, il velo della
limitatezza umana è stato tolto, i suoi occhi ti contemplano
non da straniero.
Le opere di bene compiute appaiono nella loro reale dimensione
ed egli può, accanto ai Santi del cielo, continuare la
sua opera di bene, come un "angelo custode" di questa
parrocchia.
Padre buono, non ci ribelliamo che Tu ci abbia tolto don Mauro,
quello che Tu fai è sempre opera di amore.
Accettiamo la tua santa volontà e ti chiediamo la forza
di continuare nel tuo amore.
Gesù, nostro Redentore, davanti alla bara di don Mauro,
abbiamo ascoltato una tua parola, tanto cara al nostro fratello
sacerdote, da averla voluta fissare come programma di vita all’inizio
del suo ministero sacerdotale.
"Se il chicco di grano non muore, rimane solo, se invece
muore produce molto frutto".
Certamente questa parola è dura ed esigente. Richiede
lo spogliamento del nostro io e l’abbandono totale alla
volontà del Padre, attraverso il servizio ai fratelli.
Anche i tuoi apostoli fecero fatica a comprenderla. Erano convinti
che la presenza fisica di Gesù in mezzo a loro fosse la
garanzia suprema della benevolenza di Dio. Invece Tu, indicavi
una strada inedita per amare: spendersi per gli altri al punto
da scomparire ai loro occhi per amarli in un modo ancora più
tenero ed efficace.
Signore, il tuo sacerdote ti aveva seguito sulla strada del servizio:
chi vuol venire dietro di me, prenda la sua croce ogni giorno
e mi segua.
La sua messa, nella quale si associava a Te nella lode al Padre,
era la sua forza quotidiana per continuare a servire. Ora partecipa
alla liturgia celeste con tutti i Santi.
Innamorato della sua gente cercava di capirli e trasmettere ragioni
di vita pur nella nostra provvisorietà.
Così anche nella morte, vissuta da solo sulla strada,
senza il conforto dei Sacramenti e di una presenza amica è
stato simbolo della precarietà della nostra vita quotidiana.
Accanto a Te, nel seno del Padre, è giunto un nostro compagno
di strada.
Per lui diventa ancor più luminoso il tuo insegnamento
"Che siano una cosa sola perché il mondo creda"
e per noi diventa una consegna.
Noi sappiamo che dove la Croce tocca, feconda. Per questo la
portiamo assieme a Te, con dolore ma con amore.
Spirito dell’amore, Signore della vita. Tu sei stato il
dono pasquale a Gesù, ai suoi discepoli, che così
ebbero fede nel Signore risorto. Da allora tu guidi le anime docili
a vivere la vita soprannaturale nella comunione che lega il Padre
al Figlio.
La tua presenza aveva dato senso alla vita di don Mauro : la
sua sicurezza nell’operare il bene (da oggi molti genitori
diranno: don Mauro diceva!), la creatività pastorale, la
capacità di testimoniare Dio e aprire il cuore delle persone
a Dio, l’amore semplice ed entusiasta alla vita, la comunione
coi fratelli nel sacerdozio, la condivisione dei progetti con
tante persone, i suoi sogni per il futuro testimoniano che don
Mauro era "pieno di Spirito Santo".
La gente lo considerava un uomo di Dio, perché scorgeva
nelle sue parole lo Spirito del Signore, lo Spirito dell’amore.
Anche questo momento, un momento buio, nella luce della fiducia
cristiana, è un accadimento pasquale di vita e di morte,
è un "dono".
A Te, Spirito di amore, chiedo la grazia che questo dolore renda
ancor più unito il nostro Presbiterio, si raccolgano in
armonia tutte le forze della parrocchia acciocché il cammino
della evangelizzazione non subisca soste, coloro che a volte sono
stati tentati dal dubbio apra spiragli di accoglienza al mistero
di Dio.
Ma soprattutto chiedo di suscitare nel cuore di qualche giovane
questo pensiero: "voglio prendere il posto di don Mauro".
Se la fede cristiana può dare conforto a tante persone,
se la vita di un prete spesa senza calcoli, è tanto preziosa,
se l’essere prete riempie il cuore di tanta gioia da poterla
condividere con tanti, ebbene eccomi Signore, sono pronto, manda
me! Spirito dell’amore, scendi su di noi.
Vergine delle Grazie!
Quando io fui consacrato prete, mi affidai a Te, davanti alla
tua immagine. Ora affido a Te questo mio prete. Sulle tue braccia
noi, come i pastori abbiamo visto Gesù neonato, sulle tue
braccia noi, come S.Giovanni abbiamo visto Gesù deposto
dalla croce dalla quale era scaturita la voce del figlio morente
che ti costituiva nostra madre.
Ora le tue braccia di madre affettuosa accolgano questo giovane
e lo conducano al tuo figlio Gesù. Ti chiedo infine che
tu dia la forza ai genitori, ai fratelli, ai sacerdoti, a tutti
di ripetere come te: "Si, o Signore, sia fatta la tua volontà!"
† Silvano Montevecchi
Vescovo di Ascoli Piceno
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