Speciale su don Mauro
(gennaio 1999)

Sommario

Una vita preziosa

La sua vita, un dono

Carità, condivisione, creatività

Profilo intellettuale di don Mauro

Insegnamento di teologia a Fermo

La testimonzianza di un collega, docente al Seminario di Fermo

Grazie, scusa, ti voglio bene

I giovani della parrocchia al termine della liturgia funebre

Le parole di don Salvatore il giorno del funerale

I bambini delle elementari

Il Presidente della Circoscrizione di Monticelli

Altre testimonianze

Scritti di don Mauro
Sulla parrocchia

Un collega, docente del Seminario di Fermo
della Prof.ssa Viviana De Marco,
Docente di Teologia Dogmatica presso l’Istituto Teologico Marchigiano - Sezione di Fermo

Conosco don Mauro da circa vent’anni. Abbiamo avuto anche lo stesso iter formativo-culturale: la facoltà di filosofia a Macerata, la licenza in Teologia Dogmatica (Cristologia e Trinitaria) presso la Pontificia Università Lateranense.

Dall’ottobre 1997 dividevamo la stessa cattedra di Teologia Dogmatica I nell’Istituto Teologico Marchigiano di Fermo: a lui era affidata la Teologia Trinitaria, a me la Cristologia. Personalmente posso testimoniare che don Mauro ha sempre ricercato l’unità e la comunione, anche riguardo all’insegnamento: ha sempre ricercato la collaborazione e il confronto sia con me che con gli altri colleghi e con gli studenti. Con lui programmavamo insieme il corso e spesso ci sentivamo. La sua preoccupazione era che gli studenti riuscissero a seguirlo e si trovassero a loro agio: a questo scopo, don Mauro era pronto con molta umiltà a rimettersi in discussione. E’ capitato ad esempio che ad un certo punto del corso gli studenti facevano difficoltà a seguire alcuni passaggi filosofici: ne abbiamo parlato insieme e con estrema disponibilità e umiltà don Mauro è venuto incontro alle esigenze dei ragazzi, pronto a cambiare lui e ad amare per primo. Ne è nato un nuovo rapporto tra don Mauro e gli studenti: probabilmente per lui è stata una potatura, ma ne è nata una vita nuova. Gli studenti mi hanno detto di aver riscoperto la Teologia Trinitaria, un nuovo dialogo, la stima e una prospettiva di collaborazione con don Mauro. Attualmente, è toccato a me prendere la sua cattedra: posso dire di aver trovato gli studenti ad un livello molto alto, in particolare grazie al rapporto che si era instaurato con lui, soltanto in un mese di corso, e grazie a quanto ha testimoniato loro con la sua vita e la sua morte. Mi sembra che il rapporto tra don Mauro e loro sia qualcosa di profondo, di divino, che continua attraverso l’esperienza dolorosa della morte, ed oltre la morte. Credo che don Mauro abbia come impresso un sigillo nelle loro anime, un rapporto in Dio e con Dio indelebile, qualcosa che da un punto di vista umano sarebbe impensabile da instaurarsi nel giro di un mese soltanto.

Grazie a don Mauro alcuni seminaristi hanno riscoperto la profondità e la sacralità della vocazione al sacerdozio. Tutti mi hanno detto di aver visto in lui un vero cristiano, un’"anima profondamente spirituale", una persona aperta alla mistica, all’arte, al dialogo con chiunque: una persona serena, un sacerdote realizzato. Tutti i colleghi ricordano don Mauro per la sua serenità, la sua disponibilità, il suo sorriso.

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