Speciale su don Mauro
(gennaio 1999)

Sommario

Una vita preziosa

La sua vita, un dono

Carità, condivisione, creatività

Profilo intellettuale di don Mauro

Insegnamento di teologia a Fermo

La testimonzianza di un collega, docente al Seminario di Fermo

Grazie, scusa, ti voglio bene

I giovani della parrocchia al termine della liturgia funebre

Le parole di don Salvatore il giorno del funerale

I bambini delle elementari

Il Presidente della Circoscrizione di Monticelli

Altre testimonianze

Scritti di don Mauro
Sulla parrocchia

Carità, condivisione, creatività

Quando nel 1989 don Mauro ci propose di iniziare un corso di preparazione al matrimonio nella nostra parrocchia di S. Giacomo della Marca, nemmeno sospettavamo l’esperienza che avremmo fatto e gli orizzonti che si sarebbero aperti, non solo per i fidanzati che avremmo incontrato, ma prima di tutto per noi.

Anni prima avevamo iniziato con don Mauro l’esperienza rivoluzionaria del Vangelo che ci aveva portato poi a scoprire in vocazioni diverse, lui nel sacerdozio, noi nel matrimonio, l’esperienza ugualmente radicale nel vivere l’amore per Dio e per gli altri, nella Chiesa.

La collaborazione stretta iniziata in quegli anni, fatta di comunione, di raccontarsi le esperienze di vita, di confrontarsi con la Parola di Dio, ha gettato una luce forte nella nostra famiglia, facendoci guardare, per così dire, la famiglia dal di fuori, facendoci comprendere il disegno di Dio su di essa e permettendoci poi di capire quali erano quegli elementi comuni, dati dalla vita cristiana, che erano universali, quindi validi per tutti.

Ci siamo accorti che l’esperienza di comunione che facevamo con semplicità con don Mauro si propagava anche alle altre famiglie. Ciò è stato talmente vero che quasi tutte le famiglie di quei primi corsi sono rimaste in contatto con noi e inserite in parrocchia, in modo diverso, chi più attivamente, continuando ad incontrasi settimanalmente e impegnandosi a formare adesso le nuove coppie che si avvicinano al matrimonio, chi più saltuariamente, in alcune occasioni o per le vacanze che abbiamo continuato a fare insieme ogni anno ad agosto con don Mauro, oppure quando hanno momenti di difficoltà o di gioia: sanno di potersi fidare di amici che hanno come criterio ultimo di discernimento la Parola di Dio.

Da don Mauro abbiamo imparato l’apertura totale e incondizionata a Dio e agli altri, a non aver paura della diversità, del dolore o della fatica che sempre il crescere e il cambiamento richiedono.

Il suo amore per la famiglia era immenso, ce ne faceva vedere la vera bellezza, le potenzialità e anche la missione per la società e per la Chiesa.

Per molte persone e famiglie don Mauro è stato veramente lo strumento che Dio ha usato per farsi conoscere. Don Mauro aveva un grande dono: la capacità di creare comunione e nella comunione si sentiva forte l’invito alla conversione; sembra forse un temine desueto, ma è quello che le stesse persone hanno usato confidandocelo dopo la morte di don Mauro.

Ad un certo punto, quando don Mauro fu nominato parroco a Monticelli, dopo un primo periodo in cui ha continuato a seguirci personalmente, ci ha invitato a camminare fiduciosi senza di lui, con altri sacerdoti. L’abbiamo fatto perché don Mauro ci ha insegnato a seguire Dio come, d’altronde, lui faceva e proprio perché seguiva Dio, gli altri lo seguivano.

Se tante famiglie hanno riscoperto la gioia di essere famiglia, la bellezza di questa vocazione anche nelle difficoltà, hanno trovato il loro posto nella Chiesa locale e uno scopo nell’aiutare altre famiglie, lo devono a don Mauro, che nella sua vita ha sempre vissuto in prima persona quella tensione alla santità, alla perfezione dell’amore che indicava a noi come scopo ultimo del matrimonio, e lo ha vissuto fino alla fine!

Grazie don Mauro.

Maria Pia e Domenico Panichi

 

Carità e fraterna amicizia: due segni indelebili lasciati in eredità alla Comunità di Porta Romana. Nel 1990, a fine estate si diffuse la notizia della nomina di Don Mauro a nuovo parroco del SS. Crocifisso. Tutti, a Porta Romana, si sentirono ricolmi di contentezza. Un figlio di quella comunità vi tornava a svolgere il ministero di Pastore e guida.

La presentazione del nuovo parroco avvenne ad opera del Vescovo Marcello Morgante, che, rivolgendosi all’assemblea dei fedeli, ne sottolineò le qualità pastorali ed intellettuali. E soprattutto pose in risalto le doti umane di Don Mauro, che ne facevano un sacerdote affidabile, cordiale, ed aperto alle problematiche giovanili e del mondo moderno.

La gente di Porta Romana assentiva alle parole del Vescovo, perché conosceva già, e molto bene, le risorse umane e spirituali del giovane sacerdote: lo aveva incontrato tante volte per le strade del quartiere. Un ragazzo con il sorriso dipinto sul volto, aperto, gioioso, pieno di entusiasmo, amico di tutti. Si era formato cristianamente sotto la guida ferma e paterna di Don Antonio Rodilossi, il parroco che lo aveva preceduto, e che era stato chiamato a sostituire. Il cammino intrapreso con il movimento dei focolarini aveva contribuito a consolidare le basi su cui sarebbe poi poggiata la sua vocazione al sacerdozio.

Don Mauro aveva lavorato molto nei gruppi giovanili della parrocchia. Era un riferimento per molti coetanei. Un’amicizia, la sua, che dava sicurezza e arricchiva chi aveva l’opportunità di portare avanti, insieme a lui, gli impegni che erano caratterizzati dalla buona volontà e dalla costanza di chi sa confidare nel Signore.

La Comunità del SS. Crocifisso lo aveva accompagnato nelle varie tappe del suo iter verso il sacerdozio. Fattosi servitore di Cristo, celebrò la sua prima messa nella Chiesa Parrocchiale: con il sorriso sulle labbra e lo sguardo radioso di chi è stato benedetto dalla grazia del Signore.

Ora averlo in mezzo a noi, come Padre, Fratello, ed Amico in Cristo, è il massimo dei doni che ci si poteva aspettare dalla bontà divina. Facemmo ritorno alle nostre abitazioni con il cuore colmo di soddisfazione e speranza.

Due anni di attività pastorale (tale fu la permanenza di Don Mauro al SS. Crocifisso) non sono molti, ma furono sufficienti a lui per affermare e far apprezzare la sua generosa vitalità spirituale. Il suo impulso ha contribuito a ridare vigore e stimoli nuovi a quanti collaboravano nei vari settori pastorali: nella carità in particolare, e poi nelle catechesi (dalle classi minori agli adulti) nell’animazione liturgica rivitalizzata negli aspetti partecipativi.

Lavorare al suo fianco nella realizzazione delle cose del Signore, è stato sicuramente un occasione di crescita, di esperienza diretta della carità, momenti di contagio fervido e operoso per tutti.

Il suo punto cardine era: condivisione.

Tutto nasceva, viveva, si compiva con l’animo impregnato di questo spirito. Un modo di vivere che ha cercato di imprimere in tutte le iniziative fin dal primo momento.

Giovane tra i giovani, si esprimeva al massimo ai campi scuola e negli incontri di formazione. Le pause erano momenti di gioviale convivenza, con la sua chitarra a dare l’avvio a canti festosi che portavano i cuori alle stelle.

Seguiva con particolare dedizione le coppie giovani, di fidanzati e nuove famiglie. Aveva una spiccata predisposizione ed una preparazione profonda su tutto ciò che rientrava nelle problematiche matrimoniali e vita di coppia.

Svolgeva questo compito con passione e con rara comprensione delle esperienze di ciascuna coppia: un amico fidato a cui rivolgersi con tranquillità, per suggerimenti e consigli nei momenti di crisi. Molte di tali coppie erano presenti nelle sue celebrazioni domenicali. La loro formazione, in effetti, continuava ai piedi dell’altare, con il nutrimento diretto della Parola di Dio, Parola che in Don Mauro diveniva invito di adesione alla Luce di Cristo. E per comunicare la Parola di Dio, Don Mauro aveva un carisma speciale.

L’eco delle sue parole non si esauriva con il termine della Messa, ma continuava ad espandersi dentro di te, per molto tempo ancora, fino all’attecchimento totale.

Le parole fiorivano serene dalla sua voce suadente, per scendere fluide negli animi come una dolce brezza di primavera. Nulla era vano di quanto diceva e la capacità naturale di coinvolgimento in lui era tale, che lentamente il suo pensiero si faceva strada nel tuo cuore, in una totale condivisione di idee e di benessere spirituale.

Questo sicuramente era il dono più bello che il Signore aveva dato a Don Mauro: la grazia della parola, cioè la facilità di poter penetrare nei cuori della gente, di farsi capire e di persuadere gli incerti attingendo le ragioni della forza della "Verità".

Un altro punto fermo, in don Mauro era lo spirito di carità che in lui diveniva autentico stile di vita ed esempio tangibile per quanti gli vivevano accanto. Il genuino distacco verso i beni materiali è prerogativa essenziale per chi vuole mettersi al servizio della carità. In don Mauro questo atteggiamento era sempre presente.

Dopo due anni di intensa attività pastorale, in cui aveva dato testimonianza inesauribile di tutte le sue risorse, fatte di bontà d’animo, di generosità, di umiltà e saggezza, don Mauro accettò, con incondizionata obbedienza, di porsi al servizio della parrocchia dei SS. Simone e Giuda di Monticelli.

Ora don Mauro non sta più tra noi, ma il suo spirito, siamo certi, non ci ha abbandonato.

Il tesoro che è stata la sua vita, come seme prezioso, non andrà disperso, ma darà buoni frutti, e quanti lo hanno amato ed hanno insieme a lui condiviso la gioia che proviene dalla speranza, lo incontreranno ancora lungo il cammino che porta alla salvezza.

Enzo Morganti

 

La pastorale di don Mauro nella parrocchia dei Ss. Simone e Giuda incominciò sei anni fa: il 1¡ novembre 1992. Appena arrivato, si preoccupò subito di conoscere la varie attività che venivano svolte e tutte le persone che vi operavano. Fin dall’inizio fu molto chiaro l’ideale fondamentale che lo animava: la crescita sempre maggiore della parrocchia nell’unità, rispettando la ricchezza specifica di ogni diversa esperienza.

In questi anni, come tutti i "grandi costruttori del Regno di Dio" (che sono poi anche grandi "sognatori"), non ha mai smesso di sperimentare nuove strade nel desiderio costante di fare sempre di più e per il maggior numero di persone possibile.

Le sue proposte erano sempre il frutto di una meditazione spirituale basata su una diretta e approfondita esperienza personale.

Con il Consiglio Pastorale, costituito in forma sperimentale, tutte le realtà della parrocchia hanno iniziato un cammino di collaborazione e confronto, in quel clima di armonia e amicizia che la sua guida autorevole riusciva a creare.

Don Mauro era anche una persona di raro spessore umano: gran parte delle sue giornate le dedicava ai colloqui personali e alla direzione spirituale, e seguiva le storie di ognuno con puntuale perseveranza e affetto. La sua intera vita era dono per gli altri: questa straordinaria capacità di amare con cuore libero nasceva dalla certezza assoluta di essere stato amato per primo da Dio e di dover rendere grazie a Lui, amando. Quello della Carità, appunto, è sempre stato uno dei cardini della sua opera pastorale. Quasi tutti i giorni don Mauro riceveva richieste di aiuto di ogni genere che cercava in ogni modo di soddisfare; finché, due anni fa, decise di creare un gruppo che, collaborando con lui, potesse occuparsi in maniera specifica di questo settore: nacque così il Centro d’Ascolto - Caritas, composto da persone che lui stesso seguiva costantemente con incontri formativi. Don Mauro volle fortemente che lo spirito del Centro fosse quello di non mandare mai via nessuno senza niente, di ascoltare e accogliere chiunque avesse bisogno anche solo di un consiglio o di conforto e, quando possibile, aiutare a trovare sempre la giusta via di uscita da ogni situazione di difficoltà e disagio.

Con il Centro, inoltre, ha realizzato l’iniziativa della "Festa dell’anziano": una domenica di ottobre in prossimità della festa dei santi patroni, sono stati invitati in parrocchia gli anziani della parrocchia e gli ospiti della Casa di Cura S. Giuseppe per una giornata gioiosa da trascorrere insieme.

Proprio la forte volontà di comunione tra la parrocchia ed il quartiere è stato un altro importante aspetto della sua pastorale: infatti, con la sua creatività, ha sempre promosso nuove iniziative di aggregazione. Nell’aprile 1996 ha fondato l’Associazione Culturale "La Corolla", con lo scopo di occuparsi della realtà socio-politica del quartiere secondo l’ottica della Dottrina Sociale della Chiesa. Tramite la Corolla è riuscito ad instaurare un dialogo costruttivo con la Circoscrizione ed il Comune, cercando di farsi portavoce delle istanze di tutti gli abitanti e sempre per il bene comune. Con il settore ricreativo dell’associazione don Mauro ha realizzato cineforum estivi, corsi di musica e di ballo, un coro di voci bianche; gli ultimi progetti riguardavano gite e vacanze per famiglie ed anziani e, il più grande, la creazione di un centro sociale parrocchiale.

Don Mauro sottolineava sempre il grande valore del lavorare insieme, in qualsiasi aspetto della pastorale: questo era uno degli obiettivi principali della Festa annuale di giugno, organizzata con la parrocchia di S. Giovanni Evangelista; l’intento era quello di allargare la partecipazione popolare a tutto il quartiere, coinvolgendone le realtà più diverse.

Un altro aspetto della pastorale che don Mauro sentiva di primaria importanza era quello della Pastorale familiare. Si è impegnato, proseguendo l’esperienza già intrapresa nelle parrocchie di S. Giacomo della Marca e del SS. Crocifisso, per fare in modo che le coppie di fidanzati che seguivano i corsi di preparazione al Matrimonio, acquisissero una piena consapevolezza del valore della loro scelta. Ha dato inizio così ad una pastorale organica e comprensiva di tutti gli aspetti della vita di coppia. Il fine a cui tendeva era l’instaurazione di un dialogo fondato sulla carità e il rispetto reciproco, l’unico che può portare ad una relazione autentica. Il suo linguaggio era sempre improntato sulla trasmissione di valori alti e, nello stesso tempo, capace di arrivare a tutti.

Questo itinerario di formazione portava, poi, spesso le coppie, anche dopo sposate, al desiderio di continuarlo; realizzando così l’altro scopo a cui don Mauro credeva fermamente: che, cioè, il matrimonio è sempre un punto di partenza e non una meta raggiunta.

Per ultimo, cosa dire di tutto ciò che don Mauro ha fatto nel settore-base della pastorale catechistica? La prima volta che noi catechisti lo incontrammo, eravamo tutti un po’ impauriti, nell’atteggiamento di chi si sente sotto esame e contemporaneamente di chi esamina: don Mauro ci "accolse", nel senso pieno della parola, semplicemente. Poi, parlandoci, ci diede la chiave per interpretare il significato del nostro servizio: la "testimonianza". Ci disse che il catechista deve essere soprattutto testimone di ciò che annuncia e non maestro. Iniziammo così con lui, sia come gruppo che singolarmente, un nuovo cammino di fede e di vita. La Parola è dono di se stessi ed è credibile quando è vissuta: don Mauro riusciva a comunicarla con la profondità e l’evidenza che sono proprie solo della Verità. Durante i primi incontri (e a volte anche dopo...) facevamo un po’ fatica a seguirlo nelle sue "altezze": spesso, col tempo, capivamo, andando avanti nelle nostre vite; e allora le sue parole diventavano all’improvviso semplici e chiare. E’ stato per noi padre e fratello: ci ha amato in ogni circostanza, con la delicata attenzione che un padre ha per ognuno dei suoi figli, spronandoci a mettere a frutto le nostre capacità nel servizio dell’evangelizzazione; nello stesso tempo, come un fratello, è sempre stato "con noi", condividendo, nella comunione con Dio, lavoro, allegria, dolori, difficoltà, con una disponibilità totale e senza mai risparmiarsi. E’ impossibile esprimere tutta la ricchezza dei doni che don Mauro ci ha lasciato: rileggendo gli appunti presi durante le sue catechesi, ripensando agli incontri personali che abbiamo avuto con lui, ogni tanto affiora un particolare prezioso, tante e tante "perle" di luce. Durante l’ultima riunione, la sera di martedì 10 novembre, ci ha detto, fra le altre, queste parole: "... amare è sempre uscire da sé stessi, non è un merito perché è sempre un’esperienza di Grazia, non è un dovere, è facile se non si è divisi dentro ma unificati, trasparenti, in pace e comunione con se stessi e con gli altri".

Grazie Don Mauro!

Michela Figurati

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