Nato il 3 agosto del 1959 Mauro era un bambino tranquillo e
riflessivo; pieno di interessi ha cominciato precocemente a leggere
e poi a divorare libri di ogni genere.
Ha ricordato la sua come un’infanzia difficile: cresciuto
in una famiglia spezzata si era chiuso in se stesso, continuamente
tormentato da troppi problemi, duramente segnato da un dolore
incomprensibile. La sua sensibilità sottile metteva intanto
radici profonde nelle espressioni dell’arte: la passione
per la musica, per la pittura, la curiosità e l’ammirazione
per tutte le cose belle, la letteratura, la poesia, la filosofia
erano il suo vero nutrimento. E da adolescente le ha interpretate
e sperimentate tutte con grande creatività e con i segni
della inquietudine di quegli anni.
Conobbe un gruppo di giovani del Movimento Diocesano dell’Opera
di Maria mentre frequentava il Liceo Scientifico A.Orsini di Ascoli
e ne fu profondamente colpito: si aprì piano piano ad una
vita nuova, ad un’esperienza di fede e di comunione in cui
il suo dolore si faceva dono, amore, spazio per gli altri. La
sua adesione è stata da subito una scelta totale.
Seguendo la sua naturale attitudine allo studio si dedicò,
nel 1977, allo studio della Filosofia nell’Ateneo di Macerata.
Mentre gli ottimi risultati conseguiti gli aprivano interessanti
prospettive professionali, un sacerdote, da tempo suo intimo amico,
in un colloquio come tanti altri gli chiese di prendere in considerazione
la vocazione sacerdotale.
La sorpresa fu grande, lo ha raccontato più volte, ma
la radicalità della sua scelta di vita lo portò
prima ad affidarsi a quel Dio che inaspettatamente e curiosamente
sembrava chiedergli un preciso cambiamento di rotta, poi a maturare
e scoprire un rapporto nuovo, ancora più profondo e intimo
con Lui. Questa disponibilità a comprendere la sua vera
vocazione è rimasta sempre forte e costante nonostante
fosse circondata da più parti da tanta comprensibile perplessità.
Dopo la laurea in filosofia ha studiato per circa cinque anni
in una comunità internazionale di seminaristi a Roma lavorando
nella redazione di un giornale di vita ecclesiale e scrivendo
articoli di grande interesse e profondità. Questa è
stata certamente un’altra esperienza fondamentale della
sua formazione, la scoperta della bellezza di una dimensione sacerdotale
nuova, di comunione, di servizio, di attenzione, di amore e insieme
di approfondimento e di crescita spirituale. Rientrato in diocesi
è stato ordinato sacerdote ad Ascoli Piceno il 12 dicembre
1987.
Dopo una breve collaborazione nella parrocchia di San Giacomo
della Marca divenne il nuovo parroco del SS. Crocifisso a Porta
Romana, proprio a pochi metri dalla casa dove era cresciuto. Molti
lo conoscevano da quando era un bambino eppure era evidente a
tutti che la spiritualità che lo animava lo aveva profondamente
trasformato.
Dopo due anni, nel 1992, gli era stata affidata la parrocchia
dei Ss. Simone e Giuda, una parrocchia grande, difficile, lo specchio
di una periferia tormentata e problematica.
Quella
problematica è diventata sua, è stata la sua vita,
la periferia è stata la sua casa, ogni difficoltà
lo stimolo per una realizzazione più grande, interiore
o esteriore, spirituale o materiale che fosse ma certamente l’espressione
evidente del disegno di Dio.
Nel 1997 si è laureato in teologia alla Pontificia Università
Lateranense di Roma e ha proseguito il suo percorso di studi con
il Dottorato, insegnando contemporaneamente Cristologia nel Seminario
di Fermo.
Il suo era un modo di lavorare assolutamente particolare, creativo
e coinvolgente, pur disponendo sempre di poco tempo il suo impegno
di vita era totale, era un servizio d’amore, buffo a volte,
apparentemente distratto, ma un dono di purezza e di umiltà,
segno di fede e di carità autentica. Era evidente a tutti
la sua serenità, la profondità delle sue parole,
l’intimità del suo rapporto con Dio, tanto durante
le celebrazioni liturgiche quanto nei rapporti personali, tanto
nei momenti di festa quanto in quelli della sofferenza più
dura.
Se n’è andato l’11 novembre scorso, in un
giorno di pioggia: un incidente stradale tornando ad Ascoli dopo
una lezione a Fermo, uno scontro frontale tremendo che, nonostante
la tempestività dei soccorsi, ha reciso bruscamente la
sua vita a soli 39 anni. Pochi hanno lasciato tanto in così
pochi anni, opere, progetti, scritti, meditazioni, segni straordinari,
molto su cui riflettere e con cui crescere, ma il suo capolavoro
è stato saper fare della sua vita un vero miracolo. |