Speciale su don Mauro
(gennaio 1999)

Sommario

Una vita preziosa

La sua vita, un dono

Carità, condivisione, creatività

Profilo intellettuale di don Mauro

Insegnamento di teologia a Fermo

La testimonzianza di un collega, docente al Seminario di Fermo

Grazie, scusa, ti voglio bene

I giovani della parrocchia al termine della liturgia funebre

Le parole di don Salvatore il giorno del funerale

I bambini delle elementari

Il Presidente della Circoscrizione di Monticelli

Altre testimonianze

Scritti di don Mauro
Sulla parrocchia

La sua vita, un dono

Nato il 3 agosto del 1959 Mauro era un bambino tranquillo e riflessivo; pieno di interessi ha cominciato precocemente a leggere e poi a divorare libri di ogni genere.

Ha ricordato la sua come un’infanzia difficile: cresciuto in una famiglia spezzata si era chiuso in se stesso, continuamente tormentato da troppi problemi, duramente segnato da un dolore incomprensibile. La sua sensibilità sottile metteva intanto radici profonde nelle espressioni dell’arte: la passione per la musica, per la pittura, la curiosità e l’ammirazione per tutte le cose belle, la letteratura, la poesia, la filosofia erano il suo vero nutrimento. E da adolescente le ha interpretate e sperimentate tutte con grande creatività e con i segni della inquietudine di quegli anni.

Conobbe un gruppo di giovani del Movimento Diocesano dell’Opera di Maria mentre frequentava il Liceo Scientifico A.Orsini di Ascoli e ne fu profondamente colpito: si aprì piano piano ad una vita nuova, ad un’esperienza di fede e di comunione in cui il suo dolore si faceva dono, amore, spazio per gli altri. La sua adesione è stata da subito una scelta totale.

Seguendo la sua naturale attitudine allo studio si dedicò, nel 1977, allo studio della Filosofia nell’Ateneo di Macerata.

Mentre gli ottimi risultati conseguiti gli aprivano interessanti prospettive professionali, un sacerdote, da tempo suo intimo amico, in un colloquio come tanti altri gli chiese di prendere in considerazione la vocazione sacerdotale.

La sorpresa fu grande, lo ha raccontato più volte, ma la radicalità della sua scelta di vita lo portò prima ad affidarsi a quel Dio che inaspettatamente e curiosamente sembrava chiedergli un preciso cambiamento di rotta, poi a maturare e scoprire un rapporto nuovo, ancora più profondo e intimo con Lui. Questa disponibilità a comprendere la sua vera vocazione è rimasta sempre forte e costante nonostante fosse circondata da più parti da tanta comprensibile perplessità.

Dopo la laurea in filosofia ha studiato per circa cinque anni in una comunità internazionale di seminaristi a Roma lavorando nella redazione di un giornale di vita ecclesiale e scrivendo articoli di grande interesse e profondità. Questa è stata certamente un’altra esperienza fondamentale della sua formazione, la scoperta della bellezza di una dimensione sacerdotale nuova, di comunione, di servizio, di attenzione, di amore e insieme di approfondimento e di crescita spirituale. Rientrato in diocesi è stato ordinato sacerdote ad Ascoli Piceno il 12 dicembre 1987.

Dopo una breve collaborazione nella parrocchia di San Giacomo della Marca divenne il nuovo parroco del SS. Crocifisso a Porta Romana, proprio a pochi metri dalla casa dove era cresciuto. Molti lo conoscevano da quando era un bambino eppure era evidente a tutti che la spiritualità che lo animava lo aveva profondamente trasformato.

Dopo due anni, nel 1992, gli era stata affidata la parrocchia dei Ss. Simone e Giuda, una parrocchia grande, difficile, lo specchio di una periferia tormentata e problematica.

Quella problematica è diventata sua, è stata la sua vita, la periferia è stata la sua casa, ogni difficoltà lo stimolo per una realizzazione più grande, interiore o esteriore, spirituale o materiale che fosse ma certamente l’espressione evidente del disegno di Dio.

Nel 1997 si è laureato in teologia alla Pontificia Università Lateranense di Roma e ha proseguito il suo percorso di studi con il Dottorato, insegnando contemporaneamente Cristologia nel Seminario di Fermo.

Il suo era un modo di lavorare assolutamente particolare, creativo e coinvolgente, pur disponendo sempre di poco tempo il suo impegno di vita era totale, era un servizio d’amore, buffo a volte, apparentemente distratto, ma un dono di purezza e di umiltà, segno di fede e di carità autentica. Era evidente a tutti la sua serenità, la profondità delle sue parole, l’intimità del suo rapporto con Dio, tanto durante le celebrazioni liturgiche quanto nei rapporti personali, tanto nei momenti di festa quanto in quelli della sofferenza più dura.

Se n’è andato l’11 novembre scorso, in un giorno di pioggia: un incidente stradale tornando ad Ascoli dopo una lezione a Fermo, uno scontro frontale tremendo che, nonostante la tempestività dei soccorsi, ha reciso bruscamente la sua vita a soli 39 anni. Pochi hanno lasciato tanto in così pochi anni, opere, progetti, scritti, meditazioni, segni straordinari, molto su cui riflettere e con cui crescere, ma il suo capolavoro è stato saper fare della sua vita un vero miracolo.

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