La mia memoria torna indietro a quel giorno
del 1991, quando, dopo la prima Messa del mattino presso il SS.
Crocifisso, lo incontrai mentre usciva dalla sacrestia.
Il mio animo era fortemente in pena, aveva bisogno di soccorso
spirituale ed umano. E lui non esitò un attimo dal rendersi
utile, ascoltandomi.
La mia famiglia stava colando a picco verso il baratro della disperazione,
come poi è avvenuto; ed io ero stravolta, volevo poter
soccorrere i miei genitori, ma la frattura era troppo grande ed
evidente, ed io ero solo una figlia spaventata, benché
adulta. Lì è iniziato il mio cammino con lui, mi
ha accompagnato in questi anni, mi ha dato la mano nei passaggi
più drastici e dolorosi.
Mi ha aiutato a comprendere il giogo delle relazioni familiari
che avevo e che facevano di me una persona non libera.
La profondità del suo sapere ed il suo straordinario equilibrio
mi hanno ridato la capacità di vedere, di amare, ma come
creatura di Dio libera. Era divenuto il mio Direttore Spirituale
dopo che avevo perso l’indimenticabile Padre Francesco Zazzetta,
ed ero anima errante. Il Signore ha rivoluto con sé anche
lui, il Suo Bel Fiore, sono profondamente addolorata ma consolata,
perché dentro quella nuda e piccola bara non resti imbrigliato
tu Don Mauro e neanche la tua grande Anima.
Ti voglio tanto bene.
Caro Don Mauro,
è da tanto tempo che non ci sentiamo, che non
scambiamo due parole. Ora non servono più le parole, so
che puoi leggermi nel cuore. So che hai scoperto che dentro di
me c’è un "ti voglio bene" forte e sincero,
un "ti voglio bene" che non so mai riuscita a dire ma
che ho sempre sperato di averti trasmesso con ogni altra parola,
con ogni sorriso, con ogni azione. Ti ho voluto bene e te ne voglio
ancora e ancora di più.
Prima, nelle vicende di tutti i giorni, tante cose che venivano
da te sembravano inspiegabili, strane, a volte. Con quanta meraviglia
ora, tutto il disegno mi appare! Vivere per amare. Ecco la nostra
vocazione, solo amare. E solo amore, adesso capisco, erano i tuoi
silenzi inaspettati, le tue parole e i ragionamenti troppo fuori
dell'ordinario, il tuo guardare l’essenziale senza vedere
l’esteriorità...
Grazie per ciò che, ora mi accorgo, hai seminato nella
mia anima. Grazie perché hai lasciato a me il compito di
far maturare i frutti di questo seme. Grazie.
Sei partito per il Cielo, per incontrare Gesù, ma non lasci
il vuoto e il niente, dietro di te; lasci il rapporto di amore
che hai instaurato con ognuno di noi, lasci la pienezza della
tua vita esemplare e la gioia di continuare a percorrere la strada
intrapresa con te.
Intercedi presso il Padre per tutti noi. Arrivederci Don Mauro.
Ciao Don Mauro,
vorrei dirti tante cose, ma il mio cuore e il mio pensiero sono
legati in questo momento da un solo ed unico filo chiamato Dolore.
Sì, dolore per la tua precoce scomparsa. Sai, è
proprio vero quello che dicevi sempre: "La morte è
un passaggio della vita che rafforza tutti i rapporti"; sì,
è vero, perché io ti ho voluto e ti vorrò
sempre bene, sarai sempre nel mio cuore. Anche se non sei qui
fisicamente, sono sicura che mi stai ascoltando; ora sei in Cielo
e sei la stella più splendente affinché la luce
che emani illumini il nostro cammino...
...Ricordo che eri sempre sorridente anche nei momenti difficili
ed eri sempre pronto ad aiutare il prossimo...
...Sono stati splendidi i ritiri del corso di Cresima: mi è
tornato in mente quando tu vedevi i nostri volti un po’
annoiati e stanchi e prendevi la chitarra per suonarci le canzoni
che noi ti richiedevamo. In questo modo ci riunivi tutti intorno
a te e la giornata si chiudeva in allegria.
Grazie Don Mauro per tutto quello che hai fatto per noi e scusa
se a volte non ti abbiamo capito perché il tuo Amore era
più grande di noi.
Ora ti saluto con un semplice CIAO perché quando mi mancheranno
i tuoi schiaffi, la tua musica, ma soprattutto quando avrò
bisogno di un amico, mi basterà osservare il cielo e vedere
la stella più bella.
Ciao Don Mauro Grazie di tutto Ti voglio bene.
Caro Don Mauro,
quanto amore e quanto dolore hai lasciato a chi ti ha amato e
stimato per la tua carica di umanità e spiritualità
che trasmettevi a tutti coloro che ti conoscevano.
La prova tangibile sono le tante testimonianze di affetto che
hai ricevuto da tante persone: bambini, ragazzi, adulti, anziani,
persone povere, ammalati. Per tutti avevi una parola buona, un
sorriso. Proprio perché sentivi la sofferenza di tanta
gente hai voluto formare un "Centro d’Ascolto",
dove le persone bisognose avrebbero potuto trovare un piccolo
aiuto, una parola di conforto. La realtà si è presentata
in tutti i suoi aspetti, dolorosa più di quello che si
pensava, tante richieste di aiuto che non sempre si potevano soddisfare.
Ma quello che si riusciva a dare, era per te e per noi volontari,
motivo di grande gioia. Hai voluto dare una festa per gli anziani
perché dicevi che anche loro dovevano avere una giornata
speciale; volevi vederli felici e così è stato perché
hanno sentito l’affetto e la gioia che hai saputo trasmettere
loro.
Caro Don Mauro vogliamo dirti che anche a noi
hai insegnato l’Amore verso Dio, la carità verso
il prossimo, l’altruismo, l’entusiasmo di fare sempre
il bene, ma soprattutto ci hai insegnato l’umiltà.
Grazie Don Mauro, sarai sempre nei nostri cuori, guidaci dal cielo.
Sii per noi tutti, l’angelo custode. Aiutaci a continuare
sempre con maggior entusiasmo quanto tu hai voluto e desiderato.
Ciao.
Gesù mi ama.
Mi ripeto tra una parola dovuta e un sorriso necessario, tra una
canzone da cantare assolutamente e una riunione da organizzare.
Gesù mi ama.
Mi ripeto tra le lacrime che non riesco a trattenere
e non so cosa fare, non so cosa dire,
non so come consolarmi, non lo so.
So solo che Gesù mi ama.
Vorrei solo dormire un po’,
così magari mi capita di sognare
di aver fatto un brutto sogno.
Vorrei dire "prego" dopo un tuo "grazie"
E "anch’io te ne voglio" dopo un tuo "ti
voglio bene"
E "niente" dopo un tuo "scusa".
Gesù mi ama.
Potrei fare, organizzare, preparare, prendermi responsabilità
adesso mi sembra di avere come una spinta dentro un entusiasmo
nuovo
ma non lo farò.
Cercherò di vivere meglio quelle occasioni di incontro
che ho già.
Gesù mi ama.
Si lo so Signore, ma allora .. perché É e proprio
lui É non c’era altro modo É
e quando l’hai deciso!
...scusa Signore ma non puoi pensare che io non ti facessi certe
domande.
Grazie Signore perché l’hai reso felice, lui non
vedeva l’ora.
Ti voglio bene Signore e so che anche Tu me ne vuoi.
Don Mauro, ti salutano
"Il nuotatore" di Giovanni Allevi che mi ha tenuto compagnia
mentre ti scrivevo,
"Il vecchio e il bambino " di Francesco Guccini
e tutta la tua musica classica
ed io invece ti dico: Arrivederci.
Caro,
dolce, fratello Don Mauro.
A te voglio rivolgere queste povere righe
per farti comprendere ciò che provo.
Mi lasciasti in una fredda e piovosa giornata di novembre
così, senza dire una parola.
La tua giornata iniziò come sempre
e non potevi immaginare che la sera stessa
avrebbe avuto luogo una veglia funebre per te.
Il mio cuore ancora piange,
risento ancora la tua particolare risata,
rivedo ancora quella tua chitarra con la quale
allietavi i bambini durante il mese di Maggio,
ti rivedo ancora posare caldamente il tuo braccio
sulle spalle di un anziano venuto da te a chiedere conforto
ed immagino cosa possa provare il cuore di tua madre e di tuo
padre che forse ti hanno perso per la seconda volta…
Le nuvole, quel giorno, piangevano con me…
Ma… ora… sento che le mie parole stanno mutando…
Sento che il mio cuore ascolta la voce della fede:
fede in quel Gesù risorto che tu tanto amavi,
fede in quel Dio a cui consacrasti, giovane, la tua vita,
fede in quello Spirito che brucia nei cuori delle persone e che,
un giorno, infiammò il tuo…
fede nella Mamma Celeste che ti era tanto cara e che pregavi sempre,
anche in macchina, attraverso preziosi rosari.
Ora so che non ti ho perso,
ora so che mi sei più vicino che mai,
ora so che il dolore del mio cuore si sta trasformando
in speranza: vera, feconda, unica, salvifica,
totale speranza…
Qualche giorno prima di lasciarci, dicevi durante un’omelia
per il mese dei defunti: "Non bisogna aver timore della morte,
perché è una prova attraverso cui è passato
anche Gesù,
ed Egli è Risorto! La morte è un passaggio,
è attraversare un tunnel
che sfocia in una luce immensa ed indescrivibile!
E’ come il chicco di grano che, morendo, vive più
di prima e diventa più forte,
più rigoglioso, donando innumerevoli frutti…".
Questo dicevi ed ora queste parole
tracciano il mio cammino,
perché le sento vive, le sento mie!
Tu forse ora conosci i miei limiti, le mie debolezze
e sei diventato come un Angelo Custode, e non solo per me…
Ti chiedo di benedirmi, come quando ero in chiesa,
e di pregare il Signore affinché tu mi possa aiutare a
camminare
nella Sua Strada, insieme a mio marito ed ai miei figli,
senza paura, senza scoraggiamento, senza compromesso alcuno.
Io pregherò per te, per la tua dolce anima
rimanendo così uniti nell’amore e nella forza della
Santa Eucarestia.
Non ti dimenticherò mai, neanche quando mi rimproveravi
o non eri d’accordo con me su qualcosa,
oppure quando mi tranquillizzavi e mi incitavi ad andare avanti!
Sei e sarai sempre una parte fondamentale del mio cuore.
Ti voglio bene. Arrivederci, caro, dolce, fratello Don Mauro.
Sento
il dovere verso Don Mauro di scrivere queste righe anche
se non ne sono molto capace. Faccio parte del gruppo di pulizia
delle sale parrocchiali, sono da dodici anni della corale e da
tre aiuto in casa i Sacerdoti poche ore alla settimana, curo la
pulizia di alcune stanze e una volta alla settimana cucino per
loro.
Tutto è cominciato alla chiusura di un campo scuola a cui
partecipavano i miei figli. Dopo la giornata di convivenza Don
Mauro chiese ad alcune mamme rimaste se volevano lavorare, eravamo
rimaste in poche ormai, risposi subito: "io". Le altre
non erano interessate perché già impegnate.
Non sapevo che genere di lavoro dovessi svolgere, quando Don Mauro
mi spiegò rimasi un po’ titubante perché non
avevo mai fatto quel genere di lavoro fuori da casa mia e avevo
timore di non esserne capace. Ma lui subito mi rassicurò
dicendomi: "che problema c’è, non ti preoccupare".
Allora per non dirgli di no, risposi: "va bene, proviamo
almeno per quindici giorni".
E così i primi di Ottobre del 1995 cominciai. Per tre anni
non ha avuto mai niente da ridire su quello che facevo e come
una volta alla settimana a lui cucinavo. I suoi impegni erano
tanti, c’erano giorni in cui neanche lo salutavo per non
disturbarlo, ma lui, come mi vedeva, subito con il suo sorriso
e la sua dolcezza mi diceva: "ciao, non ci siamo neanche
salutati". Correva, correva, al citofono, al telefono, sempre
disponibile con tutti, a volte andava via per i suoi impegni e
neanche te ne accorgevi. Mai si è vantato del suo operato,
della sua intelligenza e della sua dedizione allo studio.
Lui sapeva cogliere in tutte le cose negative quelle positive.
Anche quando un anno fa siamo andati a Roma con la corale, ripromettendoci
d’andare ogni anno fino al giubileo.
In quei giorni c’è successo di tutto: dalla fila
di tre ore per entrare ai musei del Vaticano, all’evacuazione
dal museo per la presenza di una bomba, all’albergo malfamato,
al furto subito da una signora che era con noi, all’incidente
capitato ad un ragazzo con un sasso che gli è arrivato
al passaggio di una macchina, alla dimenticanza delle valigie
della signora che aveva subito il furto, fino ad arrivare alla
chiusura dell’ingresso degli scavi archeologici. Nonostante
tutto questo io ho di questa gita un bel ricordo, grazie a Don
Mauro.
Difficilmente riusciva a commuoversi. L’unica volta che
ho visto farlo è stato quando Monsignor Pino Petrocchi
l’ha abbracciato il giorno della sua consacrazione episcopale.
Il giorno dopo gli ho detto: "Don Mauro ti sei commosso ieri"
e lui ha abbassato la testa e ha detto: "sono molto legato
a Don Pino, è stato la mia guida spirituale, è grazie
a lui che sono prete".
Don Mauro viveva, per me, a mezzo metro da terra con una mano
già in paradiso, lui non era per le cose materiali, che
si toccano: non era importante se le porte della chiesa sono arse
ed hanno bisogno di essere verniciate, se quel battiscopa cade
a pezzi, se le scarpe erano rotte per il troppo correre, se c’era
disordine in giro, se mancava del materiale, ecc.; tutto questo
veniva dopo… Lui era spirituale, si curava soprattutto dell’anima
della gente, dell’amore reciproco e verso Dio, ci teneva
molto alla formazione delle coppie prima del matrimonio, si preoccupava
dei ragazzi drogati e la sua premura era toglierli dalla strada.
Il suo rammarico era di non avere tempo per tutti e se ne scusava
sempre. Per questo non ho mai chiesto un colloquio con lui (e
mi è mancato), perché, non avendo grossi problemi,
non volevo togliergli del tempo prezioso che sarebbe servito di
più ad altri.
Mi rimane, però, la sua espressione alla consacrazione
durante la Messa, il suo volto si trasformava, la presenza di
Gesù in quel momento la trasmetteva. Le sue preghiere spontanee
adeguate a quella celebrazione, le sue omelie con esempi di vita
per farci capire meglio, e ci ripeteva continuamente: "capite?".
La sua risata, il suo sorriso, la sua battutina sulla spalla per
darti coraggio, il suo dire: "scusa, hai ragione" quando
qualcuno gli faceva notare un suo errore.
Nella mia famiglia il dolore è stato grandissimo, non si
è accesa per tre giorni la televisione da quando abbiamo
avuto notizia dell’incidente. Ci ha lasciato un grande vuoto,
ma la certezza che adesso avrà più tempo per noi
ci aiuta, e il ricordo delle sue parole quando diceva che la "prova",
quando il Signore la manda, serve a far sentire più uniti
chi rimane e ad amarci gli uni verso gli altri.
Don Mauro sarai sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere
anche se, come ha detto il vescovo Morgante, non ne hai bisogno
perché sei già in paradiso.
Dopo che don Piero è andato via mi sono
detto: basta, ora in parrocchia ci vado solo per la Santa Messa.
Il giorno della tua presentazione, caro Mauro, (amichevolmente,
come un fratello) mentre uscivamo dal teatro incominciasti a domandare
in giro chiedendo di me.
Titubante mi feci avanti, e tu mi dicesti che contavi molto sul
mio aiuto. Dopo quel giorno ti sono stato quasi sempre vicino.
Ogni volta che facevi qualche battuta scherzosa io ne ero sempre
il protagonista.
Una sera, durante le prove della corale, ci venisti a dire che
per le gita a Roma, nell’albergo c’erano poche camere,
dicesti, dovevamo sacrificarci a dormire più persone in
ogni camera, poi guardandomi dicesti: "io dormo con te",
facendo ridere tutti. Un’altra volta, durante una riunione,
mi arrabbiai e sbattendo la porta me ne andai, mi corresti dietro
e, con il tuo modo di fare amorevole e le parole giuste, mi facesti
ritornare di buonumore. Ora non ci sei più, mi manchi,
sono sicuro che dal Paradiso mi stai dicendo di aiutare don Giampiero
e di non abbandonare la tua chiesa.
Durante l’ultima riunione che abbiamo fatto con il gruppo
degli affari economici ci hai presentato il progetto a cui tenevi
tanto, volevi portare via i ragazzi dalla strada, salvarli dai
pericoli che ci sono. Pensavi agli anziani, e dato che sono più
anziano di te, un giorno ti chiesi, quando fossi diventato più
vecchio e non avessi potuto fare più nulla, dove mi avresti
buttato, tu rispondesti con il solito sorriso! "Ho tanti
progetti in testa e tu mi aiuterai a realizzarli".
Sì, Mauro, ti aiuterò, ti prometto di essere come
tu volevi, perché un giorno, quando arriverà la
mia ora, spero di rivederti. Non ti dico addio ma ciao e se puoi
prega un po’ anche per me.
Caro Mauro, poco prima che le tue spoglie mortali
lascino questa terra, per innalzarsi al cielo, alla Gloria di
Dio, ti voglio salutare con queste due righe: certamente mi avrai
riconosciuto, sono il tuo amico e coetaneo "Trauma",
come amorevolmente mi chiamavi sempre.
Ti ho conosciuto circa dieci anni fa, quando eri sacerdote nella
parrocchia di S.Giacomo della Marca, e imponesti a me e alla mia
futura moglie, di partecipare a corsi prematrimoniali, se volevamo
diventare sposi in quella chiesa.
La prima reazione che maturai fu di scetticismo nei confronti
di quei corsi, e realizzai che molto malvolentieri vi avrei preso
parte, di fatto, a mio modo di vedere, era solo una perdita di
tempo.
Caro Mauro, dopo le prime presenze a quegli incontri, dentro di
me, grazie ai tuoi insegnamenti, accadde una cosa incredibile,
che voglio sintetizzarti con un episodio.
Era una domenica, ed io ero nei pressi di Viterbo (come tu sai,
allora, praticavo uno sport a livello professionale); alle 19.00
S. ed io avevamo l’ultimo incontro del corso prematrimoniale
con te. Ad un certo punto, causa il protrarsi della manifestazione
sportiva, si fece tardi; erano le 17.30, partii, decisi che avrei
tentato l’impossibile, non dovevamo perdere l’incontro,
non ho mai corso tanto in vita mia come quel giorno, sembrava
fossi guidato da una luce, forse quella dei tuoi occhi, e incredibilmente
alle 19.00 ero dentro la chiesa di S. Giacomo, ad ascoltare le
tue parole illuminate da Dio e piene d’Amore.
Da quel momento la mia vita è cambiata, ho riscoperto i
veri valori e soprattutto mi hai fatto capire che Dio doveva riprendere
il primo posto, la priorità assoluta nei miei pensieri,
rimettendo così ordine alla mia esistenza confusa e vuota.
Da allora sono passati dieci lunghi anni, bellissimi, stupendi,
vissuti vicino a te; la mia famiglia, come sai, è diventata
numerosa, due figli, più un terzo in arrivo, proprio come
volevi tu.
Ora che il tuo corpo ci sta lasciando, mi tornano in mente i tanti
momenti vissuti insieme, come il periodo di vacanza trascorso
insieme, per tre anni, nella settimana di ferragosto, quando tu
come Gesù ti sedevi in mezzo a noi coppie di sposi e fidanzati,
e ascoltavamo le tue parole come discepoli, e dentro sentivamo
forte l’amore che ci donavi, quanto per te fosse importante
che le nostre famiglie rimanessero unite per sempre.
Con il tuo sguardo luminoso, come solo quello di chi ha Dio in
sé può essere, trovavi sempre le risposte o il consiglio
giusto per tutti, con il tuo sorriso radioso riuscivi a sdrammatizzare
i problemi e far tornare l’allegria e l’amore nei
nostri cuori.
Quella settimana di vacanza sembrava durasse una vita, infatti,
si tornava a casa con una pace nell’anima che riusciva a
far vivere serenamente fino all’anno dopo.
Sì, era proprio Dio a guidare i tuoi passi, ora che non
ci sei più questa cosa l’avverto in maniera più
forte.
Il giorno stesso della tua morte, come tu mi hai insegnato, la
mia famiglia si è riunita e come tutte le sere abbiamo
pregato, ma io sono scoppiato a piangere nel ricordarti, non riuscendo
a finire la preghiera. Ti chiedo perdono di questo, perché
hai detto infinite volte che la morte non è la fine di
tutto, ma è il cemento eterno dei rapporti umani, difatti
adesso sarai con noi per sempre.
Caro don Mauro, la tua morte mi ha provocato
un dolore immenso, cosa accaduta sicuramente a tutti quelli che
ti hanno conosciuto, anche solo per un minuto, e ciò impone
in me una riflessione: adesso che fisicamente non sarai più
presente in mezzo a noi, apprezzo con maggior vigore quello che
è stato il nostro conoscerci, il tuo modo di vivere, che
come tutte le cose terrene, diventa di immenso valore, quando
viene rapito da Dio e non più ripetibile umanamente.
Fino a che vivrò, nel mio cuore rimarranno sempre i tuoi
insegnamenti, il tuo sguardo luminoso, la tua umiltà, il
tuo modo di amare i più deboli, cioè i bambini,
gli anziani, coloro che soffrono, i tuoi modi di esprimerti, "secondo
me", "forse", "io penso", "io credo",
"in verità vi dico", "grazie", "scusa",
"vi voglio bene" e l’immenso patrimonio di amore
che ci hai lasciato.
Penso che Dio ti ha chiamato a Sé affinché queste
cose che ci hai donato assumano un valore eterno e questo forse
era il disegno di Nostro Signore sulla tua breve vita.
Un ultimo ringraziamento, caro Mauro, da parte della mia famiglia
per aver vissuto come Gesù, perché come Lui hai
predicato l’amore; perché come Lui, per insegnarci
la parola di Dio, ti sei consumato giorno per giorno, dietro ai
bisogni di ogni essere umano che hai conosciuto fino a donarci
per Volontà di Dio il tuo bene più prezioso, la
vita.
Credo che il modo migliore per ricordarti sia quello di non disperdere
l’immenso patrimonio d’amore che ci hai lasciato,
e che tutti noi della comunità di Monticelli continuiamo
a portare avanti il progetto di Amore di Dio verso gli uomini,
che grazie a te abbiamo conosciuto.
Grazie don Mauro (prega per tutti noi ora che sei a fianco del
nostro Signore come i Santi)
Ciao.
Dal giornale "Gen’s",
di cui don Mauro per diversi anni è stato redattore nel
periodo di permanenza a Roma, riportiamo l’impressione scritta
da un suo amico sacerdote in occasione del funerale
PERCHE’
TUTTI SIANO UNO
Una parrocchia dà l’addio al suo giovane parroco,
morto improvvisamente in un incidente.
La chiesa è gremita: duemila persone che affollano anche
il piazzale antistante.
120 sacerdoti e due vescovi. Sarà solo lo choque dell’improvvisa,
tragica notizia ad aver fatto accorrere tanta gente che segue
commossa la cerimonia?
Omelia del vescovo, testimonianze di bambini, giovani, adulti,
di un sacerdote amico.
Emerge, come da una sinfonia, un medesimo profilo di quel giovane
sacerdote: di lui non si ricorda tanto quello che ha fatto, ma
tutti sentono il bisogno di sottolineare quello che è stato.
Come l’acqua nella terra, egli è entrato nei loro
cuori.
Viene da pensare a come questo sacerdote ha costruito la comunità.
Non con chissà quali iniziative, strutture, trasformazioni,
ma gettando giorno dopo giorno un legame fra la gente di quel
quartiere. Donandosi a tutti, senza far distinzioni tra chi frequenta
e chi non frequenta la Chiesa.
Racconta un signore che abita a due passi dalla parrocchia. Ogni
sabato mattina, dal suo appartamento, ha osservato uno strano
scenario: il parroco, davanti alla chiesa, a camminare su e giù
con una persona, poi con un’altra persona, e ancora con
un’altra.
Ma che cosa hanno da raccontarsi? Nel mese scorso egli stesso
ci ha voluto provare.
Ed ha capito...
Ricorda il viceparroco tre parole fondamentali: "grazie",
"scusa", "ti voglio bene".
Parole semplici, ma vere, espressione di una vita che ha saputo
mettersi radicalmente in relazione e che proprio per questo ha
comunicato quello che, solo a parole, si può dire:
Dio-Amore, quel Dio che è Relazione e che proprio per questo
è fonte di vita, di felicità.
l giorno della Veglia funebre ed il giorno del
funerale, in fondo alla chiesa è stato messo un quaderno
dando ad ognuno l’opportunità di apporre la propria
firma o formulare un pensiero. Tantissimi i nomi, riportiamo qualche
riflessione:
Una stretta di mano, un sorriso, una mano sulla spalla. Una grande
luce É del Signore.
Caro amico mio.
Perdonami se non ho saputo sempre raccogliere i tuoi
insegnamenti.
Perdonami se sono stato insensibile ai tuoi messaggi.
Perdonami se come parrocchiano mi sono risparmiato.
E non sono stato sempre disponibile.
Voglio però dirti che sei passato accanto a me
e alla mia famiglia come un fratello maggiore.
Veglia su di noi,
aiutaci dal cielo a fare sempre la volontà di Dio.
Che Nostro Signore ti benedica e abbia pietà di me.
Caro don Mauro,
la mia mente è vuota, non riesco a formulare parole.
Ma tu puoi leggere nel mio cuore. Grazie per le parole di conforto
che mi hai dato nei momenti di sconforto. Le tue parole d’Amore
come i tuoi silenzi li ricorderò sempre.
Ti voglio bene.
Don Mauro,
ti ho sempre stimato e qualche volta non ti ho capito. Perdono,
aiutami.
Non chiedermi anche questa volta di cercare le risposte a tutti
i perché.
Perdonami se non riesco mai a trovare un senso in queste cose.
Sei stato un confidente, una guida ma soprattutto un amico.
Sarai sempre con noi.
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